Umbria: da cuore verde d’Italia a lavanderia di Cosa Nostra

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di Ufficio Stampa Lista Civica PERUGIA A CINQUE STELLE

Proposte e strumenti per impedirne “la trasformazione”

L’Umbria è finita sotto inchiesta, per infiltrazioni criminali, questo perchè “..l’Umbria non è più un’isola felice: commercio, appalti, usura, edilizia sono settori a rischio di infiltrazioni criminali”, lo ha detto Federico Centrone, capo  della Direzione distrettuale antimafia, che ha partecipato alla commissione d’inchiesta del Consiglio regionale. 
E l’Italia sta perdendo un altro organo vitale, il cuore, che un tempo era verde e pulito, oggi grigio e torbido. Torbide storie si affacciano nella nostra regione. Storie di mafie, di Cosa Nostra. E dalle parole del Magistrato veniamo a conoscenza che “..affiliati della Camorra campana legati ai clan dei Casalesi ..sono residenti in Umbria”. Sono diventati cittadini dei nostri Comuni, sono diventati nostri concittadini.  Eh sì!  Perché le Mafie hanno scelto l’Umbria come loro lavanderia: utilizzano le attività lecite nel nostro territorio “per ripulire il denaro sporco ed occultarne la provenienza”. Si vede che la sciacquatura in Tevere, Nera, Topino, ecc., rende i panni più puliti.
Ma ecco il passaggio più saliente e allarmante dell’intervento del Magistrato “le infiltrazioni attecchiscono meglio dove c’è maggiore predisposizione alla corruzione da parte dei pubblici ufficiali”. E allora noi della Lista Civica “Perugia a cinque stelle- beppegrillo.it”, vorremmo rompergli il giochino, manomettendo gli ingranaggi di lavatrici e lavatoi. Iniziando dal basso, dal riprenderci il nostro comune.
La nostra ricetta per curare la cardiopatia dell’Italia causata da infiltrazioni criminali nel suo cuore verde umbro è semplice, bastano due pillole: trasparenza e partecipazione. Ecco le “modalità di somministrazione”:
- Pubblica amministrazione trasparente, come una casa di vetro, attraverso l’utilizzo di internet e della rete: prevedere la pubblicazione mensile on-line di tutti gli stipendi percepiti dai pubblici rappresentanti, sommando per ogni singola persona tutti i flussi di reddito di natura politica (incarichi elettivi, partecipazioni a commissioni, incarichi politici presso altre società partecipate, ecc.), nonché tutti gli incarichi in enti a partecipazione pubblica o mista. Limitare (eliminandolo laddove possibile) il ricorso a società partecipate, riportando all’interno dei Comuni la gestione dei servizi pubblici. Mettere on-line ogni atto, appalto e subappalto per poter controllare, capire, informarsi direttamente. Consigli comunali pubblici in diretta streaming via Internet; punti di accesso alla Rete nei posti pubblici, promuovendo corsi di informatizzazione; progetti di Giunta aperti ai cittadini con il web. Ogni progetto della Giunta, durante l'arco di tempo del passaggio tra Commissione e Consiglio Comunale, sarà pubblicato sul portale del Comune in un apposito servizio denominato "Progetti Aperti - Governo dei cittadini" dove i cittadini potranno lasciare commenti e lanciare proposte migliorative.
- Partecipazione: attuare la  democrazia partecipata, che parta dal basso, dal rapporto diretto tra noi cittadini. Il sistema delle deleghe ha finito per portare alla creazione di  gruppi di potere e di interessi criminali. E la cosa pubblica è diventata Cosa loro. Delegare senza partecipare non è democrazia. E’ menefreghismo civico! Tra gli strumenti per attuare la democrazia partecipata proponiamo il Bilancio Partecipativo, quale metodo innovativo di gestione del bilancio di una città, per coinvolgere la cittadinanza sulle scelte comunali di politica finanziaria.
Il bilancio partecipativo:
- impegna gli amministratori a dialogare con i cittadini e a ricercare da loro idee e proposte;
- incrementa la trasparenza e il controllo, anche in relazione all’assegnazione di lavori e appalti;
- incoraggia la coesione comunitaria, facendo avvicinare persone di diverse etnie, ceti sociali ed età, le fa discutere e deliberare assieme, crea nuove reti di conoscenza e solidarietà;
- aumenta la comprensione civica dei cittadini.

Concreti strumenti di buon senso e buon governo per levare i lavandieri  dalla nostra regione, e da quest’Italia, ormai cardiopatica.

Ufficio Stampa Lista Civica PERUGIA A CINQUE STELLE

Perugia, 22 maggio 09