Mercoledì Giu 19

Sopravvivere Senza Petrolio : l'esperienza di Cuba

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L'isola caraibica, sin dalla presa del potere da parte di Fidel Castro e dei suoi rivoluzionari, ha goduto dell'enorme aiuto dell' ex. Unione Sovietica. Forniture regolari ed economiche di petrolio, generi alimentari, farmaci, fertilizzanti e pesticidi per l'agricoltura, hanno sostenuto l'economia cubana per tre decenni ( 1960 -1990 ). Inoltre l' Unione Sovietica acquistava dall' Isola la canna da zucchero ( maggior produttore al livello mondiale ) al doppio del  valore di mercato.
Tanto per capire quanto le conseguenze del crollo sovietico sull'economia di Cuba furono devastanti, citiamo alcuni dati; dall'oggi al domani l' Isola si ritrovò con l'80% delle importazioni e delle esportazioni in meno, 90% di petrolio in meno, 50% in meno di medicinali e cibo e l' 88% dei fertilizzanti in meno. Il PIL calò in breve tempo del 34%, l'apporto calorico pro capite calò da 2.908 a 1.863 calorie/giorno in 5 anni e in media i cubani persero in media circa 10 kg a testa.
Cosa ha fatto il governo Cubano? A posteriori possiamo dire tranquillamente che le scelte furono molto appropriate anche se nell'immediato portarono a gravi problematiche interne e a forti critiche dai paese a economie basate sul consumismo. Ma vediamo nel dettaglio le scelte governative:

1)    Limitazione del consumo energetico: conseguenza diretta frequenti blackout, per questo, pannelli fotovoltaici su tetti di scuole e ospedali ( in mancanza di energia avevano comunque generatori ), questi servizi rimangono gratuiti per tutti;
2)    Razionalizzazione del cibo : razioni alimentari garantite solo per anziani, donne in gravidanza e bambini;
3)    Riforma agraria : parcellizzazione di grosse fattorie governative da distribuire gratuitamente a chi ne facesse richiesta; con stanziamento di fondi per stimolare l'abbandono della città e favorire il ritorno alla campagna : senza più fertilizzanti si ritornò all'agricoltura naturale ( sovesci, rotazioni e uso di letame e compost ), vengono reclutati i “vecchi” contadini ( aspetto sociale ), ri-nascita delle attività artigiane come calzolaio, maniscalco, fabbro ecc ( conseguente calo della disoccupazione ) ad oggi il cibo naturale a Cuba è dell' 80%;
4)    Campagna per favorire l'uso dei mezzi pubblici, acquisto di oltre un milione di biciclette con distribuzione gratuita, concessione di licenze di trasporto anche per carrozze trainate da animali : prima conseguenza, diminuzione dell'inquinamento ;
5)    Permessi per la nascita dell'agricoltura urbane ( esclusi allevamento per problemi igenici ) : nascita dei mercatini urbani, nasce così anche un ministero dell'agricoltura urbana, vengono assegnati 1500mq a chi ne fa richiesta ( presi da giardini pubblici, aree non utilizzate, aiuole, terrazzi,ecc ), ottenendo così la vera filiera corta,
6)    Nasce la produzione di bioetanolo : dagli scarti della canna da zucchero.

 

Altri dati : nel 2007 ( fonte CIA ) negli USA il reddito medio era di 44.000$ a Cuba 4.000$, ciò nonostante la mortalità infantile negli USA risultava del 6,37% contro il 6,04% di Cuba, aspettativa di vita 78 anni contro 77,08 e mentre la disoccupazione negli USA era del 4,08% mentre a Cuba si aveva l' 1,9% ( oggi gli USA hanno una disoccupazione del 8,8% mentre a Cuba il valore è stabile all' 1,9% , media Italia 8,3%, media Europa 9% ) .
Questa esperienza ci dovrebbe insegnare che prima di tutto si devono ridurre i consumi, poi è possibile anche risolvere gli altri problemi.



Articolo tratto da  “ The power of community. Vivere senza petrolio. L'esperienza di Cuba.

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