Lunedì Set 23

Gravi rischi per la salute : in italia 57 siti "SIN"

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da un inchiesta del TG1

(http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-49fe1052-f31e-406b-aee7-d520585f2551.html?p=1 )


In Italia ci sono almeno 57 zone dove si muore di più, ci si ammala di più e si vive respirando veleni. Per legge questi siti dovrebbero essere stati bonificati...ma siamo in Italia e ancora non è stato fatto. Nascita di bimbi malformati, polveri che devastano i polmoni e acqua che non si può bere, in Italia tutti dovrebbero conoscere la mappa dei veleni.

 

Broni, Oltrepo' Pavese - 50 Km da Milano, il paese fatto di amianto. Un indagine epidemiologica ha stabilito che 418 persone sono morte a causa dell'amianto ( mesotelioma pleurico, tumore incurabile, attualmente 4-6 episodi l'anno ).

Gela - Sicilia, la città del petrolchimico. Primato di nascite di bambini con malformazioni, 600 malformazioni su 13.000 nascite, oltre 250% rispetto alla media nazionale, migliaia di interruzioni di gravidanza. Aria, terra e acqua sono inquinate: arsenico, mercurio, nichel, cromo, piombo, ferro, vanadio, rame, benzene, toluene, sostanze pericolose , con valori molto superiori ai limiti di legge, che entrano nella catena alimentare dell' uomo.

Colleferro – Roma. C'era una volta una vallata fiorita...poi è diventata una discarica di veleni. Il fiume Sacco ha poi sparso i veleni ovunque: dai prati, agli animali, al latte all'uomo. Beta esacloro e mercurio nell'uomo. Le ASL non sanno cosa potrà accadere nel futuro alla valle del Sacco e cosa accadeà alla popolazione che convive da anni con il beta-cloro-ciclo esano. Sono passati 55 anni dalle denunce ai primi esempi di bonifica che pare avere come soluzione la costruzione di qualcosa sopra a queste aree. Si pensa solo al profitto e non alla difesa dell'ambiente e obiettivi di bonifica che cambiano in continuazione. L' Italia è in vetta alle classifiche europee per questo tipo di problema. Oltre 1milone di ettari inquinati, problema che si contrappone ai forti interessi economici in gioco.

Taranto. Dal '90 dichiarata ad alto rischio ambientale. Diossina su terra,piante e animali. Migliaia di abbattimenti. La diossina ha distrutto decine di allevatori che da decenni si tramandavano questa professione. Si elimina chi ha subito la diossina e non chi la produce. La ASL sono preoccupate, a Taranto vengono prodotte il 70% delle diossine in Italia. Cementifici, petrolchimici e acciaierie. Mercurio, cromo, cadmio, monossidi di zolfo impattano sulla popolazione.

Come mai non si fa nulla? Non si riesce a sapere di chi è la colpa. Ma questa è l'Italia. Tanto da fare e nessuno fa, ma intanto la terra soffre e l'uomo? L'uomo sopravvive...a volte.

Tamburi, Taranto. 20 metri dalla zona industriale. Polveri ovunque. Nano-polveri che entrano nel sangue attraverso gli alveoli e che arrivano nelle nostre cellule. Mortalità dei tumori 22% superiore a quella attesa. Dal '98 a 2007 , al reparto di ematologia si sono registrati 964 con una età media in discesa dal 64 a 55 anni.

Crotone, le scuola dei veleni. Materiali di risulta industriale riversati in mare e trasformati in materiali da costruzione. Sotto i piedi 400M tonnellate di materiale tossico che risultava conveniente se trasformato in materiale da costruzione, sia per chi lo comprava che per le aziende che non dovevano pagarne lo smaltimento. Mortalità dei tumori 40% superiore a quella media.

Acqua e tetti di paglia sembrerebbe un oasi; siamo sulla Laguna di Grado e Marano, tra la foce dell' Isonzo e del Tagliamento, provincia di Udine. Nelle acque mercurio 100 volte superiore alla media. Causa dell'inquinamento l'industria tessile. Diossina, PCB e mercurio arrivano alle falde. 11Milioni di metri cubi di materiale inquinato.


Bonificare queste aree deve essere un obiettivo primario. Darebbe occupazione e svilupperebbe la ricerca. Nessuno dovrebbe remare contro per risolvere questo dramma.



Note aggiuntive:

Le 57 zone ad alto rischio di cui si parla sono i SIN (Siti di Interesse Nazionale) che il Ministero dell'Ambiente ha individuato come prioritari da essere bonificati. L'elenco completo è disponibile sul sito dell' ISPRA (ex Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e del Territorio) a questo link
http://www.apat.gov.it/site/_files/Suolo_Territorio/TEC_riferimenti_normativi.pdf
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