Domenica Mar 24

Riconsiderare....

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Sapete quanti sono i comitati cittadini a tutele della salute e dell’ambiente in Umbria ? ALMENO un centinaio, forse di più, dall’alta valle del Tevere alla Valnerina, dal Monte Peglia all’ Appennino Umbro/Marchigiano, una moltitudine inarrestabile.

In questi ultimi anni c’è stato un fiorire di nuovi comitati a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, decine, centinaia di uomini e di donne agiscono nella convinzione che le ferite alla Natura sono ferite inferte a ciascuno di noi.

Tutto questo accade nel “cuore verde d’Italia”, nella regione storicamente amministrata da forze vicine ai Lavoratori e alle famiglie, dove altrettanto storicamente , vicino alle montagne verdi si sono affiancate montagne di balle.

Tutto si ripete, tutto si rigenera e si rinnova, promesse, buone intenzioni, anzi no mi correggo “buon governo”, ad ogni giro di boa ad ogni nuova elezione politica o amministrativa che sia, il politico di turno si prodiga in bilanci positivi e programmi superlativi, per poi essere smentito dai numeri.

L’ambiente particolarmente ricco di risorse naturali ha permesso per decenni scempi e devastazioni di ogni sorta, piccole, nascoste, subito ricoperte, decine se non centinaia di discariche abusive, sversamenti di rifiuti tossici, parchi rosicchiati qua e la, piccole ma devastanti intromissioni, piccole fino ad ora si intende.

Adesso è arrivato il momento di pensare in grande, qualche supercentrale eolica nei parchi naturali, un bel Supergasdotto nel cuore delle foreste millenarie, una bella autostrada, qualche decina di cave e cantieri sparsi, un bell’inceneritore e, perché privarsene, una nuova, fiammante centrale nucleare.

C’è chi dice NO.

La separazione fra ecologia e diritti umani è artificiale, i movimenti ambientalisti e quelli per la giustizia sociale affrontano due aspetti dello stesso, grande dilemma. I danni inflitti alla Terra ricadono su tutte le persone e il modo in cui un uomo tratta un altro uomo si riflette sul nostro modo di trattare il pianeta.

Curare le ferite del mondo e dei suoi abitanti non richiede santità o un partito politico, ma solo buon senso e perseveranza. Non si tratta di un’attività liberale o conservatrice, si tratta di un atto sacro. È un’impresa enorme che cittadini comuni, e non governi autonominati od oligarchie, stanno portando avanti in tutto il mondo.

I movimenti in moto in questa regione sono collegati con le regioni vicine, con le altre nazioni, con le centinaia di migliaia di altri gruppi nel mondo, non esiste un parola che descriva esattamente la complessità di questa rete di relazioni.

L’ispirazione non proviene dalle litanie sui danni già fatti; piuttosto, si trova nella disponibilità umana a ricostruire, riparare, ricomporre, ripristinare, recuperare, reinventare e riconsiderare. “Considerare” (con sidere) significa “con le stelle”; riconsiderare significa riunirsi al movimento e ai cicli del cielo e della vita.

Benedetta irrequietezza !

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