Mercoledì Dic 12

Spina, colpita nel Cuore

Mercoledì 03 Marzo 2010 00:00
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Spina, colpite nel cuore. Così si intitola la pagina di facebook dedicata alla città che il 15 dicembre ( ore 14.11)  ha subito numerosi danni dal terremoto ( magnitudo 4.2 ). Nel comune di Marsciano, San Biagio della Valle, Pieve Caina e Castiglion della Valle, circa 900 persone dormono in una casa diversa dalla loro, divisi tra parenti, amici e case che il comune a destinato loro facendosi carico dell'affitto.


Oggi, 3 marzo, una manifestazione si è svolta davanti alla Prefettura di Perugia per chiedere al Governo di intervenire. Danni calcolati per 350 mil di euro e per adesso stanziati solo 15. I cittadini e il comune di Marsciano sono preoccupati perchè pensano che il rubinetto sia stato chiuso. I soldi stanno per finire e dopo lo slancio iniziale, per il quale ringrazioano la Protezione Civile e tutti i volontari, è rimasto a Spina solo un presidio dei VV.
Scuole chiuse, bambini riuniti insieme nelle poche classi rimaste agibili e a pranzo costrettia mangiare sui banchi. La farmacia organizzata alla maeglio su un camper, l'unica banca è su un container. A detta dei cittadini è difficiele comperare anche una scheda telefonica, tutti glie sercizi commerciali sono chiusi da prima di Natale e probabilmente lo saranno anche per Pasqua, quindi massima preoccupazione per un economia, che comprende anche il turismo che rischia di scomparire.
Gravemente danneggiato è tutto il patrimonio storico-culturale, il Castello e chiuse entrambe le Chiese, sono passati quasi 3 mesi e sembra che tutto sia caduto nell'oblio.
I cittadini chiedono a gran voce di intervenire e molti dicono che sono stati forunati perchè non è morto nessuno ma se avessero avuto qualche vittima forse le cose sarebbero andate più celermente.


Noi della LaperugiachevogliAmo gli auguriamo Buona Fortuna.

Mamme 2.0

Venerdì 05 Febbraio 2010 15:06
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volantino_mamme_febbraio

La casa Energetica

Mercoledì 13 Gennaio 2010 16:14
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Azzerare i consumi energetici della propria abitazione producendo l'energia necessaria, in relazione alle proprie esigenze, è di fatto possibile ed esistono diverse soluzioni; su Internete esistono molti esempi anche se conviene sempre valutare la scelta giusta con un tecnico di fiducia. Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91e aggiornamenti , per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.

Da un' analisi, in Italia in linea di massima risulta che questi consumi energetici di una casa standard dipendono per il 57% dal riscaldamento, dal 12% per l'acqua calda sanitaria, il 7% dall'uso di cucina, 11% dagli apparecchi elettrici. Costruendo quindi una casa "per bene", con questi criteri si puo' risparmiare energia dalle 5 alle 10 volte, con un bassa incidenza iniziale sui costi ma con un notevole risparmio nel tempo (almeno 20 anni), in quanto in si riesce ad abbattere subito il 50% dell'energia che così facendo non se ne va più via per dispersione (fate un conto: quanto risparmiate sulla bolletta annua?)

La Progettazione in genere si articola su vari livelli:

  1. isolamento dell' involucro dell'edificio (tipo cappotto o scudo termico) e delle aperture
  2. impianti ad alta efficenza (a bassa temperatura e regolatori temperatura ambiente)
  3. sistemi di captazione energia solare (solare termico per acqua calda sanitaria e integrazione riscaldamento)
  4. sistemi efficenti di ventilazione meccanica (senza sistemi di controllo elettrici)
Ovviamente tutto questo va legato ad un comportamento umano consapevole.

E' chiaro che in fase di progettazione dell'edificio ex-nuovo si deve considerare in più l'orientamento delle facciate, comunque i criteri elencati valgono anche per una ristrutturazione. Tenere presente che una casa a basso consumo energetico è una casa più confortevole, anche in caso di black-out energetico, ha costi di manutenzione più bassi e ha un valore del 10-15% in più rispetto ad una casa simile.

 

LaperugiachevogliAmo

L'Acqua purtroppo diventa Privata!

Giovedì 07 Gennaio 2010 10:46
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Col decreto "boom in Borsa" per le Acque Potabili!
Intanto Parigi fa dietrofront: dopo 25 anni si torna alla gestione pubblica.


Resta da capire quali vantaggi porterà, la riforma dell’acqua, alle famiglie italiani. Acqua privata uguale reti più efficienti? Non tutti ne sono convinti. Il primo in Europa fu Jacques Chirac nel 1984. Era il sindaco di Parigi e diede il via a un programma di privatizzazione delle acque della capitale. Ora però il municipio ha cambiato idea: negli ultimi 25 anni i prezzi sono cresciuti sistematicamente senza che migliorasse il servizio, e si sono registrati troppi casi di abusi, prezzi gonfiati e corruzione. Dal primo gennaio 2010 l’acqua torna alla gestione municipale.

Nel 1989 Margaret Tatcher, la signora delle privatizzazioni, diede in appalto il servizio idrico di Inghilterra e Galles: nel giro di pochi anni i prezzi erano raddoppiati, mentre la qualità del servizio non era cambiata.

In Bolivia, nel 1999, provarono a privatizzare l’acqua a Cochabamba. Da un giorno all’altro il prezzo si impennò del 35% e la decisione fu ritirata perché era scoppiata una mezza rivolta.

In Italia c’è il caso Arezzo. La prima città che ha affidato il suo servizio idrico ai privati, sempre nel ‘99, oggi si trova a pagare una bolletta tra le più alte del Paese, in media 400 euro l’anno a famiglia. Secondo il presidente di Nuove Acque, la società che gestisce il servizio, quel prezzo andrebbe addirittura raddoppiato.
I favorevoli a privatizzare, pensano che i gestori saranno disposti a spendere nella rete per renderla più efficiente. Eppure da quando è cominciato il processo di privatizzazione, a metà anni Novanta, gli investimenti in Italia sono scesi del 70% mentre le tariffe sono cresciute del 61%.

All’opposto il caso dell’Acquedotto Pugliese. Controllato al 95% dalla Regione Puglia. In tre anni ha investito 400 milioni, riducendo le perdite e risparmiando 40 milioni di acqua. Tra quest’anno e l’anno prossimo i pugliesi se la caveranno con un aumento di circa 70 centesimi al metro cubo, dodici euro l’anno in più per una famiglia di tre persone. Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha promesso che per privatizzare i suoi tubi il governo dovrà passare sul suo corpo.

Resta il fatto che la legge è legge, ma l’esempio pugliese sembra dimostrare che non sempre il pubblico è inefficiente. Fermare la corsa dei privati sarà comunque difficile. Il fatturato mondiale dell’acqua è una torta da 600 miliardi. Il big Veolia nel 2008 ne ha fatturati 35. Il gigante russo dell’energia Gazprom ha fatto poco più del doppio (75 miliardi) con petrolio e gas. Difficile lasciare il business a bocca asciutta.

Mercatino Mamme 2.0

Mercato dell'usato per Mamme e Bambini

22 Novembre 2009

Perugia


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