Sabato Lug 20

L'Acqua purtroppo diventa Privata!

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Col decreto "boom in Borsa" per le Acque Potabili!
Intanto Parigi fa dietrofront: dopo 25 anni si torna alla gestione pubblica.


Resta da capire quali vantaggi porterà, la riforma dell’acqua, alle famiglie italiani. Acqua privata uguale reti più efficienti? Non tutti ne sono convinti. Il primo in Europa fu Jacques Chirac nel 1984. Era il sindaco di Parigi e diede il via a un programma di privatizzazione delle acque della capitale. Ora però il municipio ha cambiato idea: negli ultimi 25 anni i prezzi sono cresciuti sistematicamente senza che migliorasse il servizio, e si sono registrati troppi casi di abusi, prezzi gonfiati e corruzione. Dal primo gennaio 2010 l’acqua torna alla gestione municipale.

Nel 1989 Margaret Tatcher, la signora delle privatizzazioni, diede in appalto il servizio idrico di Inghilterra e Galles: nel giro di pochi anni i prezzi erano raddoppiati, mentre la qualità del servizio non era cambiata.

In Bolivia, nel 1999, provarono a privatizzare l’acqua a Cochabamba. Da un giorno all’altro il prezzo si impennò del 35% e la decisione fu ritirata perché era scoppiata una mezza rivolta.

In Italia c’è il caso Arezzo. La prima città che ha affidato il suo servizio idrico ai privati, sempre nel ‘99, oggi si trova a pagare una bolletta tra le più alte del Paese, in media 400 euro l’anno a famiglia. Secondo il presidente di Nuove Acque, la società che gestisce il servizio, quel prezzo andrebbe addirittura raddoppiato.
I favorevoli a privatizzare, pensano che i gestori saranno disposti a spendere nella rete per renderla più efficiente. Eppure da quando è cominciato il processo di privatizzazione, a metà anni Novanta, gli investimenti in Italia sono scesi del 70% mentre le tariffe sono cresciute del 61%.

All’opposto il caso dell’Acquedotto Pugliese. Controllato al 95% dalla Regione Puglia. In tre anni ha investito 400 milioni, riducendo le perdite e risparmiando 40 milioni di acqua. Tra quest’anno e l’anno prossimo i pugliesi se la caveranno con un aumento di circa 70 centesimi al metro cubo, dodici euro l’anno in più per una famiglia di tre persone. Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha promesso che per privatizzare i suoi tubi il governo dovrà passare sul suo corpo.

Resta il fatto che la legge è legge, ma l’esempio pugliese sembra dimostrare che non sempre il pubblico è inefficiente. Fermare la corsa dei privati sarà comunque difficile. Il fatturato mondiale dell’acqua è una torta da 600 miliardi. Il big Veolia nel 2008 ne ha fatturati 35. Il gigante russo dell’energia Gazprom ha fatto poco più del doppio (75 miliardi) con petrolio e gas. Difficile lasciare il business a bocca asciutta.
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