Lettera aperta dell’AIFVS Onlus alla Governatrice Regione Umbria Catiuscia Marini
sez. Perugia
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COMUNICATO STAMPA DEL 6 agosto 2010
Lettera aperta dell’AIFVS Onlus alla Governatrice Regione Umbria Catiuscia Marini:
Emerita Governatrice, con questa mia Le rivolgo un appello quale responsabile territoriale
AIFVS. L’Associazione Familiari e Vittime della Strada che mi pregio rappresentare è aderente e sostenuta dalla Federazione Europea, riconosciuta per la sua comprovata esperienza nel settore della sicurezza stradale con decreto del Ministero LL.PP.21.3.01, facente parte della Consulta Nazionale sulla Sicurezza Stradale è abilitata a collaborare all’educazione stradale nelle scuole, rivolge assistenza legale e psicologica quale sostegno e nelle varie forme preventive.
La nostra missione mette al centro la vita ed è volta a fermare la strage stradale attraverso la sensibilizzazione di quanti intendono impegnarsi per il raggiungimento di quei fini.
Lavoriamo per il collegamento con qualsiasi organismo di base o istituzionale, concretamente rivolto all’attuazione degli stessi; la ricerca, l’individuazione, l’elencazione e la conoscenza di massa dei problemi generali e particolari della incidentalità stradale e delle sue conseguenze così come delle soluzioni sperimentate o possibili. Da anni impegnati per la ricerca, l’individuazione e la concretizzazione di posizioni dialetticamente propositive nei confronti delle industrie motoristiche, stradali, petroliere, dell’alcool, delle discoteche e di qualsiasi altra categoria o struttura coinvolta nei problemi dell’incidentalità stradale e delle sue conseguenze.
Come per l’attuazione di campagne, convegni, manifestazioni e di ogni altra utile iniziativa nazionale, internazionale e locale su qualsiasi tema inerente o collegato con quelli della sicurezza sulle strade e della giustizia per vittime e superstiti. Oltre che nel rispetto e per l’attuazione dei fini sociali ed individuali sopra elencati, ci costituiamo parte civile nei processi penali ed interveniamo nei processi civili. La nostra duratura inesauribile pressione sulle istituzioni a tutti i livelli per la più ampia e puntuale applicazione delle norme esistenti e per l’approvazione di nuove norme, a livello di prevenzione, repressione andamento ed accelerazione dei processi penali e civili ed equità dei risarcimenti, sono risultati utili a quei fini e una piccola testimonianza del lavoro svolto ricordiamo l’obbligo del casco, cinture sicurezza, alcol test, patentino, spot educativi, manutenzioni ecc
Spesso negli ultimi anni vorrei farLe presente senza presunzione, imput e impegni partiti proprio dal nostro territorio divenuti poi modelli nazionali.
Ed è su questo decennale duro quanto “scomodo” lavoro che oggi anche se in parte vediamo certi propositi ed azioni esser adottate nel nuovo codice della strada e di attenzione politica.
Per questo un capillare lavoro di contatto con le realtà aggregate sul territorio, dalla scuola alla strutture religiose, alle forze sociali, agli uffici giudiziari, ai partici politici, ai responsabili amministrativi di riferimento, ai mezzi di comunicazione; è già stato da anni svolto pur avendo ottenuto scarso riscontro locale abbiamo constatato che le argomentazioni sono state prese in alta considerazione e spesso (troppo) utilizzate a mèro fine propagandistico o a strumentalizzazione di parcellizzazioni, di cui l’interesse alla vita e alla sicurezza stradale è palese esser solo strumentale testimone ne sono i dati ed i giornali che ad oggi che purtroppo parlan chiaro. Ed è per questo trascorso e motivo testimone che il nostro impegno è per la vita, in quanto non rappresentiamo interessi commerciali pur lodando ed abbracciando ogni valida iniziativa, ogni cm guadagnato
non possiamo permettere che tale argomento venga approcciato inadeguatamente o strumentale a creazioni di “strane consortilerie” con soggetti che per loro natura e regole dovrebbero addirittura devolvere parte dei loro ricavi alle attività sopra citate(assicurazioni, bolli, pedaggi, multe..ecc) oggi scendono in campo per ampliare i propri servizi(pur non avendone riconoscimento alcuno) ricalcando la nostra dialettica con mèro fine di lucro e ampliamento attività forse allarmati dal calo brusco di vendita auto e loro immatricolazioni.
Pertanto così come abbiamo rivolto appello al Presidente della Repubblica Italiana Napolitano denunciando squallide consortile rie “allegre” e disinibite spartizioni sul mercato dell’INSICUREZZA STRADALE” (35 miliardi/anno) così mi rivolgo a Lei, giovane ma di comprovata e innovativa esperienza e cultura europeista possa in coerenza quale primario obiettivo europeo (tra l’altro disatteso e sanzionato) considerare altrettanto adeguatamente l’argomento ponendolo all’interno della programmazione regionale e tarare ogni attività sulle linee guida che specificano sia le responsabilità che i soggetti chiamati a questo grande impegno che le azioni da fare. Non permetteremo oltre strumentalizzazione e inadeguatezza il cui prezzo paghiamo con sprechi e vite.
Le chiedo pertanto come già richiesto a precedente amministrazione, di costituire il tavolo con i soggeti preposti, ed ognuno faccia la propria parte come delineata e che la ns associazione ricopra pertanto il ruolo che gli spetta ed anche se la nostra natura apartitica “scompiglia i giochi” ne apprezzi il valore poiché noi parliamo con cognizione di causa preparazione a nome dei cittadini dell’Europa e per uno sviluppo sostenibile disposti a cooperare ma anche a raccapricciarci e lottare di fronte a chiunque strumentalizzi tale argomento: la vita.
Distinti Saluti
Mary Mancinelli
Resp AIFVS Onlus
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PIC-NIC per la Decrescita
Piero Calamandrei in difesa della scuola Pubblica
Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) è stato un giornalista, giurista, politico e docente universitario italiano; cos' scrisse...
<< Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico >>.
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