Mercoledì Mar 10

Mamme 2.0

Venerdì 05 Febbraio 2010 15:06
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

volantino_mamme_febbraio

La casa Energetica

Mercoledì 13 Gennaio 2010 16:14
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

Azzerare i consumi energetici della propria abitazione producendo l'energia necessaria, in relazione alle proprie esigenze, è di fatto possibile ed esistono diverse soluzioni; su Internete esistono molti esempi anche se conviene sempre valutare la scelta giusta con un tecnico di fiducia. Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91e aggiornamenti , per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.

Da un' analisi, in Italia in linea di massima risulta che questi consumi energetici di una casa standard dipendono per il 57% dal riscaldamento, dal 12% per l'acqua calda sanitaria, il 7% dall'uso di cucina, 11% dagli apparecchi elettrici. Costruendo quindi una casa "per bene", con questi criteri si puo' risparmiare energia dalle 5 alle 10 volte, con un bassa incidenza iniziale sui costi ma con un notevole risparmio nel tempo (almeno 20 anni), in quanto in si riesce ad abbattere subito il 50% dell'energia che così facendo non se ne va più via per dispersione (fate un conto: quanto risparmiate sulla bolletta annua?)

La Progettazione in genere si articola su vari livelli:

  1. isolamento dell' involucro dell'edificio (tipo cappotto o scudo termico) e delle aperture
  2. impianti ad alta efficenza (a bassa temperatura e regolatori temperatura ambiente)
  3. sistemi di captazione energia solare (solare termico per acqua calda sanitaria e integrazione riscaldamento)
  4. sistemi efficenti di ventilazione meccanica (senza sistemi di controllo elettrici)
Ovviamente tutto questo va legato ad un comportamento umano consapevole.

E' chiaro che in fase di progettazione dell'edificio ex-nuovo si deve considerare in più l'orientamento delle facciate, comunque i criteri elencati valgono anche per una ristrutturazione. Tenere presente che una casa a basso consumo energetico è una casa più confortevole, anche in caso di black-out energetico, ha costi di manutenzione più bassi e ha un valore del 10-15% in più rispetto ad una casa simile.

 

LaperugiachevogliAmo

L'Acqua purtroppo diventa Privata!

Giovedì 07 Gennaio 2010 10:46
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa
Col decreto "boom in Borsa" per le Acque Potabili!
Intanto Parigi fa dietrofront: dopo 25 anni si torna alla gestione pubblica.


Resta da capire quali vantaggi porterà, la riforma dell’acqua, alle famiglie italiani. Acqua privata uguale reti più efficienti? Non tutti ne sono convinti. Il primo in Europa fu Jacques Chirac nel 1984. Era il sindaco di Parigi e diede il via a un programma di privatizzazione delle acque della capitale. Ora però il municipio ha cambiato idea: negli ultimi 25 anni i prezzi sono cresciuti sistematicamente senza che migliorasse il servizio, e si sono registrati troppi casi di abusi, prezzi gonfiati e corruzione. Dal primo gennaio 2010 l’acqua torna alla gestione municipale.

Nel 1989 Margaret Tatcher, la signora delle privatizzazioni, diede in appalto il servizio idrico di Inghilterra e Galles: nel giro di pochi anni i prezzi erano raddoppiati, mentre la qualità del servizio non era cambiata.

In Bolivia, nel 1999, provarono a privatizzare l’acqua a Cochabamba. Da un giorno all’altro il prezzo si impennò del 35% e la decisione fu ritirata perché era scoppiata una mezza rivolta.

In Italia c’è il caso Arezzo. La prima città che ha affidato il suo servizio idrico ai privati, sempre nel ‘99, oggi si trova a pagare una bolletta tra le più alte del Paese, in media 400 euro l’anno a famiglia. Secondo il presidente di Nuove Acque, la società che gestisce il servizio, quel prezzo andrebbe addirittura raddoppiato.
I favorevoli a privatizzare, pensano che i gestori saranno disposti a spendere nella rete per renderla più efficiente. Eppure da quando è cominciato il processo di privatizzazione, a metà anni Novanta, gli investimenti in Italia sono scesi del 70% mentre le tariffe sono cresciute del 61%.

All’opposto il caso dell’Acquedotto Pugliese. Controllato al 95% dalla Regione Puglia. In tre anni ha investito 400 milioni, riducendo le perdite e risparmiando 40 milioni di acqua. Tra quest’anno e l’anno prossimo i pugliesi se la caveranno con un aumento di circa 70 centesimi al metro cubo, dodici euro l’anno in più per una famiglia di tre persone. Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha promesso che per privatizzare i suoi tubi il governo dovrà passare sul suo corpo.

Resta il fatto che la legge è legge, ma l’esempio pugliese sembra dimostrare che non sempre il pubblico è inefficiente. Fermare la corsa dei privati sarà comunque difficile. Il fatturato mondiale dell’acqua è una torta da 600 miliardi. Il big Veolia nel 2008 ne ha fatturati 35. Il gigante russo dell’energia Gazprom ha fatto poco più del doppio (75 miliardi) con petrolio e gas. Difficile lasciare il business a bocca asciutta.

Mercatino Mamme 2.0

Mercato dell'usato per Mamme e Bambini

22 Novembre 2009

Perugia

Mercatino
Mercatino
Mercatino
Mercatino
Mercatino
Mercatino
Mercatino
Mercatino

Nuova edilizia o edilizia migliore ?

Venerdì 30 Ottobre 2009 08:11
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa
006_METROPOLI400In queste ultime settimane abbiamo assistito ad un gran fervore di conferenze stampa, aventi come tema l'andamento della popolazione in Umbria e nel Comune di Perugia degli ultimi dieci anni. Popolazione in aumento lieve, ma superiore a quello medio del Paese, dovuto esclusivamente all'immigrazione, visto che il saldo naturale tra nascite e morti è negativo.
L'interpretazione proposta dalle Istituzioni locali segue sempre il medesimo leit-motiv: il nostro territorio e la qualità della vita in Umbria sono invidiabili, un vero paradiso, in grado di attrarre irresistibilmente stranieri e italiani provenienti dalle altre regioni. Tutto questo, pur ammettendo la necessità di effettuare indagini sui motivi alla base del flusso migratorio.
Sorvolando sull'opinabilità di tali ragionamenti, in attesa dei risultati dell'indagine statistica, quello che non sorprende affatto è la risposta che viene proposta: siamo sempre di più, quindi dobbiamo costruire di più.
In effetti tutti hanno visto che nel nostro territorio, negli ultimi anni, si sono costruite cubature paragonabili a quelle grandi metropoli, grazie anche alla manodopera extracomunitaria ed è quindi forte il dubbio che l'immigrazione possa essere l'effetto, e non la causa, di questo epocale fenomeno edificatorio.
Ma si sa, l'importante è costruire alloggi e nuove aree industriali e commerciali, altrimenti come potrebbe l'edilizia continuare ad essere il volano fondamentale dell'economia umbra, per il rilancio dei consumi? Questa è, in sintesi, la soluzione proposta dai nostri amministratori, la panacea di tutti i mali. 
In realtà gran parte nostro parco edilizio è datato e bisognoso di grandi ristrutturazioni, specialmente in tema di adeguamento sismico, energetico e qualitativo. Le stesse considerazioni valgono per le attuali infrastrutture idriche, fognarie, stradali e ferroviarie. Ricordiamo, per esempio che, ad oggi, il 30% dell'acqua potabile si perde a causa di tubazioni colabrodo. (http://www2.provincia.perugia.it/Guide-tema/Territorio/Piano-Terr/Atlante-de1/A-6-1/index.htm ).
Ce ne sarebbe quindi di edilizia da realizzare, tale da rendere qualitativamente migliore la nostra vita e quella dei nostri figli; edilizia a grande valore aggiunto, senza necessità di sacrificare aree coltivabili e boschi.
E' evidentemente il potere politico a volere nuove costruzioni. Ma qual'è la ragione di tutta questa preferenza per la nuova edilizia residenziale e commerciale?
Le nuove costruzioni sono fonte di importanti risorse finanziarie, come l'ICI e come gli oneri di urbanizzazione che, con l'entrata in vigore del Testo unico sull'edilizia (DPR 380/2001), possono essere utilizzati, non già per finanziare le necessarie opere, ma per coprire indistintamente le uscite correnti, come gli stipendi. Negli ultimi cinque anni i Comuni hanno sfruttato appieno la possibilità di destinare gli oneri di urbanizzazione per il 50% a copertura di spese correnti e per il 25% a manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. Quindi ogni 100 euro pagati caramente dai compratori di case, solo i rimanenti 25 hanno finanziato gli investimenti necessari in strade, illuminazione, fogne, rete idrica, asili, ecc..
Ciò che sgomenta maggiormente è come il territorio sia ormai diventato un fattore di elasticità dei bilanci comunali, cioè a dire: se non copro più le spese correnti, posso consumare territorio, anno dopo anno, e finanziare la realizzazione delle urbanizzazioni facendo ricorso ad alienazioni patrimoniali o al debito, rendendo correnti quelle entrate che in qualsiasi altro paese del mondo sono una tantum, vincolate allo scopo specifico, nonché scaricando sulle generazioni future i costi di tutto ciò.
Infatti, un Comune che si comporti in questo modo può essere assimilato ad una famiglia che venda i propri mobili, un po' alla volta, per acquistare generi alimentari.
Intanto il Cuore Verde d'Italia diventa sempre più grigio e le terre agricole sempre più care.

LaperugiachevogliAmo

Pagina 1 di 4

PARTECIPA anche Tu a una nuova PERUGIA

Logoass_senza_bordo

Diventa SOCIO di LaperugiachevogliAmo !

archivio

Gli Amici

Comitato NO TUBO
ed il Supergasdotto
Comitato Inceneritori ZERO
Rifiuti e Discariche
Ass. Intra
Libri salvati
Centro Riciclo Vedelago
Trattamento rifiuti e produzione risorse
Gestione rifiuti al SUD
S. Severino: Comune virtuoso

Da visitare

Voglio Scendere
Blog di Travaglio, Gomez, Corrias
Democrazia In Erba
Consiglio Comunale dei Ragazzi
Blog Paolo Michelotto
Democrazia diretta dei cittadini

Login

Copyright © 2010 LaperugiachevogliAmo - via Armando Diaz,52 - 06128 Perugia - Tel 377.188.6647 - CF 94125180540. Tutti i diritti riservati. Questo sito non e' una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.
powered by Arturo'S Web